... si è lavorato su una ipotesi di stabilizzazione, legando l’idea del recupero a quella della residenza e realizzando, oltre alla struttura ricettiva, una serie di unità abitative...
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La Colonia Regina Elena


Complesso residenziale

(in Restauri)

Calambrone, Tirrenia

Progetto: Arch. Beniamino Cristofani, Arch. Marco Sereni
Responsabile cantiere: Arch. Salvatore Passalacqua
Capocantiere: Salvatore Letizia


La Colonia Regina Elena - Calambrone, Tirrenia La Colonia Regina Elena - Calambrone, Tirrenia La Colonia Regina Elena - Calambrone, Tirrenia La Colonia Regina Elena - Calambrone, Tirrenia La Colonia Regina Elena - Calambrone, Tirrenia La Colonia Regina Elena - Calambrone, Tirrenia La Colonia Regina Elena - Calambrone, Tirrenia La Colonia Regina Elena - Calambrone, Tirrenia

Come la fiancheggiante Colonia Principi di Piemonte, anche la Colonia Regina Elena, realizzata nel 1934 su progetto dell’architetto Ghino Venturi, è caratterizzata da un richiamo simbolico: i tre corpi di fabbrica, collegati da percorsi coperti, sono articolati in modo tale da suggerire, in vista planimetrica, la somiglianza con un fascio littorio. La composizione della struttura, che privilegia il fronte mare, offre continuità visiva con la cortina della contigua Colonia Principi di Piemonte, con la quale forma una quinta muraria pressoché ininterrotta, con uno sviluppo complessivo, lungo il mare, di circa trecentocinquanta metri.

it.wikipedia.org/wiki/Colonia_Regina_Elena

Il progetto di ristrutturazione è stato elaborato cercando di cogliere sostanzialmente tre obiettivi prioritari: il superamento delle condizioni di degrado fisico, ambientale, architettonico; la conservazione dei caratteri formali dell’edificio; la previsione di destinazioni d’uso compatibili con l’organismo edilizio e con lo scenario normativo, sociale ed economico. In definitiva, integrando tra loro le esigenze di conservazione dell’edificio con quelle legate alle funzioni suggerite dalla normativa urbanistica. In quest’ottica, si è valutato che la soluzione di residenza turistica stagionale o alberghiera destinata all’intero complesso, prevista dalle norme suddette, avrebbe avuto conseguenze negative sul controllo degli effetti gestionali del territorio.

Per questo motivo, si è lavorato su una ipotesi di stabilizzazione del numero degli insediati, legando l’idea del recupero ad una residenza stabile e controllata, realizzando, oltre alla struttura ricettiva, una serie di unità abitative. Su queste basi è stato impostato il progetto di recupero complessivo, collocando la destinazione residenziale sul fronte mare e localizzando nella parte di edificio interna al cortile la destinazione a residenza turistico alberghiera. La zona a destinazione residenziale stabile (che garantisce un minore impatto sull’ambiente, in quanto implica l’impegno costante degli impianti e la loro ordinaria manutenzione) è costituita da 98 unità e si articola in alloggi di varia superficie e tipologia, diversamente disimpegnati ed ubicati. Le abitazioni del piano terra hanno in parte accesso diretto dall'interno, tramite i
vani scala dei due edifici e in parte dall’esterno, con ingresso ricavato dal grande porticato lineare che viene interamente conservato. Al primo piano si accede dalle due grandi scale recuperate ma, anche, da due scale di servizio ricavate alle estremità del corridoio, realizzato sul lato est dei due edifici. Gli alloggi hanno accesso diretto o dall’interno del vano scala centrale dei due edifici, o dal ballatoio. Da questo piano,
si articolano su tre livelli (zona giorno, zona notte, sottotetto), fatta eccezione per quelli di testa che si sviluppano su due livelli (zona giorno, zona notte). L’accesso al secondo piano, infine, è consentito dalle due scalei.

Nell’idea complessiva del Calambrone recuperato a funzione abitativa, accanto alle residenze, sorgono, oltre ai servizi primari e alle piccole attività commerciali e di supporto, nursery, centri benessere, luoghi di svago e centri di aggregazione. La parte di edificio interna al cortile, infatti, è dedicata a spazi per la reception, la direzione e la sorveglianza, oltre che per bar, ristorante, biblioteca, ecc.

Il progetto di recupero architettonico ha fedelmente conservato le volumetrie e le superfici esterne, restaurando gli intonaci, gli elementi decorativi, le coperture in laterizio, gli infissi in legno e ricostruendo le parti mancanti secondo il disegno originale. L’ampia area circostante gli edifici ha acquisito nuove caratteristiche, adatte alla fruizione. Lungo i muri di cinta laterali sono stati realizzati locali, da adibirsi a cantinole e
spazi tecnici, la cui composizione è tale da “confondersi” con i muri di cinta stessi, grazie anche ad un pergolato coperto da piante rampicanti.
Sul lato sud è stato realizzato un percorso che consente l’accesso diretto all’arenile e il resto delle superfici libere, coperto da prato, è stato attrezzato a parco mediante una trama lineare di percorsi paralleli all’asse principale della Colonia, guarniti da filari di alberi di varia specie, ad integrazione di quelli esistenti, caratteristici della zona: tamerici, pini, pioppi, palme...

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